Managers4Women. Consiglio N.7: Aiutare a brillare

Managers4Women. Consiglio N.7: Aiutare a brillare

Difficoltà:  Sappiamo che molte donne, pur svolgendo molto bene il proprio lavoro, non lo fanno valere perché sono in difficoltà quando si tratta di parlare dei propri meriti e delle proprie capacità. Sappiamo anche che le donne non sono sempre assertive nel reclamare riconoscimenti per i propri contributi (che av olte vengono “scippati” da persone più assertive e certamente più spegiudicate). Ora, un conto è fare bene, anche molto bene, il proprio lavoro, un altro  è brillare, attirare attenzione professionale positiva, essere considerati un talento su cui puntare. Entrambe le cose sono importanti, ma è la seconda permette di fare fare carriera. Il fatto che un genere abbia maggiori difficoltà a brillare, non per mancanza di merito ma per minore attitudine a parlare dei propri meriti, porta a una distorsione della meritocrazia.

Spiegazione: Riconosciamo nella “modestia femminile” lo zampino dello stereotipo di genere che prescrive comportamenti altruisti e pro-comunitari (in altre parole: richiede di contribuire senza chiedere nulla in cambio). Gli uomini, avendo uno stereotipo di genere differente (agentico, cioè improntato all’azione e alla conquista), oltre ad agire comportamenti diversi, fanno fatica a capire perché le donne non si mettano in luce se sono ambiziose. Un manager di genere maschile potrebbe ritenere, per esempio, che sia compito di ciascun individuo, di qualsiasi genere, farsi avanti e far valere i propri meriti e risultati. Potrebbe anche pensare che, se una donna  non parla dei propri meriti, vuol dire che preferisce restare nell’ombra. Se non sapessimo che gli stereotipi di genere hanno un forte potere prescrittivo al quale è difficile sfuggire, questi ragionamenti non farebbero una grinza.

Consiglio: Si potrebbe pensare che sia un problema delle donne, cioè che per l’organizzazione sia sufficiente che ognuno svolga al meglio il proprio lavoro. Naturalmente non è così per chi crede nella meritocrazia: è importante infatti che facciano carriera le persone più meritevoli, non quelle che sono più propense e abili nel parlare dei propri meriti. Questo non solo per una questione di giustizia, ma per avere la leadership migliore. Quindi, è compito dei manager asicurarsi che, se una donna è un talento, riesca a brillare innescando quelle dinamiche portano alla crescita all’interno dell’organizzazione.

Per aiutare le donne a brillare non basta dare opportunità su progetti visibili (condizione indispensabile ma non sufficiente) occorre anche:

  • incoraggiare le donne a parlare di sé in modo da mettere in evidenza i propri successi
  • aiutarle a costruire la narrazione della propria perfornance
  • incoraggiarle a costruire il proprio brand.

I Managers4Women sono manager interessati a massimizzare il talento disponibile, a supportare l’inclusione e a creare vero senso di appartenenza per tutti nella loro organizzazione. Se questo è essere femminsti, allora sono femministi.

Questo è il settimo post dedicato a manager che vogliono aiutare le donne ad esprimere il proprio potenziale. In ogni post partiamo da una difficoltà e suggeriamo come superarla.